TAN e TAEG nei Prestiti Senza Busta Paga

Quando si parla di prestiti e di finanziamenti non si può non imbattersi in termini all’apparenza complessi che donano una aurea di mistero a un settore, quello del credito al consumo, che invece vorrebbe essere il più trasparente possibile. Infatti, sembra un poco un paradosso, però termini come TAN e TAEG sono nati proprio per rendere più chiare le cose, anche se ai più risultano parole alle quali é difficile dare un significato.

Iniziamo con il dire che entrambi sono acronimi: il termine TAN sta per Tasso Annuale Nominale e si usa per indicare la percentuale di interesse annuo che si deve pagare su un determinato finanziamento, al netto delle spese. Questo significa che se richiederemo un finanziamento personale di 1000 euro con restituzione in 12 mesi e la finanziaria ci applicherà un TAN, ovvero un Tasso Annuale Nominale, del 10% andremo a pagare per questo prestito 100 euro di interessi.

Il TAN ci permette di ottenere molte informazioni utili su quello che l’istituto di credito pensa di noi o meglio, sulla percezione che ha in merito al fatto che restituiremo o meno il finanziamento alle date stabilite dal contratto. Infatti le finanziarie riflettono il rischio di credito che si assumono nel tasso che applicano alla clientela: clienti ottimi e pagatori otterranno un tasso di interesse inferiore, quindi migliore, rispetto a clienti incerti.

Dunque se ipotizziamo di richiedere un finanziamento a più istituti di credito, con parità di durata, importo, documenti presentati, il TAN sarà un buon indicatore per dirci cosa pensa ogni istituto di noi, anche se va comunque detto che nel tasso di interesse si riflettono pure le politiche di erogazione del credito dell’istituto il quale, magari, in un determinato momento, decidendo di puntare su un prodotto al posto di un altro, aumenta il tasso di interesse sul prodotto che vuole vendere meno.

Tuttavia nel paragonare un istituto di credito con l’altro avremo notato che tutti applicano delle commissioni, che ognuno chiama con nomi differenti, le quali di fatto incidono, talvolta in modo pesante, nel costo complessivo di un finanziamento. Pensiamo al nostro esempio di prima: se, in un finanziamento di 1.000 euro, venissero applicate 20 euro di spese di istruttoria e 1 euro di spese di incasso rata avremmo costi ulteriori per 32 euro annui, ovvero il 32% in più rispetto agli interessi che ricordiamo ammontavano a 100 euro annui. Una differenza non da poco.

Quindi per fare in modo che i prodotti offerti dalle varie finanziarie fossero facilmente confrontabili uno con l’altro é stato introdotto il TAEG, ovvero il Tasso Annuo Effettivo Globale. Questo indicatore tiene conto non solo degli interessi che dovremo pagare ma anche di tutte le spese che la finanziaria applicherà al finanziamento.

Nel confrontare dunque le varie offerte di più istituti di credito dovremo guardare il TAEG per comprendere davvero quale sia l’istituto che ci sta proponendo l’offerta per noi più vantaggiosa.

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